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SUMMARY:20 anni senza bene
DESCRIPTION:Installazione sonora – I Canti Orfici di Dino Campana secondo Carmelo Bene\, presso Chiesa di Santa Maria dell’Angelo. \n \nVent’anni senza Bene è un’installazione sonora dedicata a Carmelo Bene a vent’anni esatti dalla scomparsa. \nUn omaggio ad uno dei più grandi uomini di teatro e\, al tempo stesso\, a Dino Campana\, il poeta di Marradi\, che ha immortalato Faenza in tante sue liriche. \nL’opera di Carmelo Bene e Dino Campana\, edita da Bompiani nel 1999\, è riproposta al pubblico in un’accurata selezione grazie ad una fruizione inedita: seduto nel buio totale\, lo spettatore ascolta la voce di Bene cantare le liriche di Campana. \nL’utilizzo di quattro diffusori sonori garantisce un ascolto totalizzante e avvolgente\, capace di esaltare la dimensione onirica e visionaria della poesia di Campana e la qualità sonora e musicale della voce di Bene. \nUn’installazione-concerto per voce sola\, minimale e suggestiva\, scarna e potente\, che prende a prestito le sperimentazioni beniane sulla phoné per proporre allo spettatore un viaggio dentro i versi di Dino Campana nel suo farsi e disfarsi oralità pura. \nPrenotazione consigliata scrivendo a prenotazioniwamfestival@gmail.com \n  \nI Canti Orfici \nI Canti Orfici di Dino Campana rappresentano per Carmelo Bene una partitura ideale su cui ha cimentato la propria ricerca sulla phoné nell’arco di oltre vent’anni. \nLa scoperta di Campana risale agli inizi degli anni Sessanta\, ma è solo nel 1982 che Bene realizza il primo spettacolo in forma di concerto dei Canti Orfici: da quel momento\, numerose saranno le riprese del capolavoro di Campana fra teatro\, radio e televisione sino alla pubblicazione del libro Carmelo Bene – Dino Campana I Canti Orfici\, edito da Bompiani nel 1999. \nL’insistenza di Carmelo Bene per le varianti intorno all’opera di Dino Campana riflette da un lato l’esigenza critica e poetica di attingere alla poesia nel suo farsi\, sottraendola definitivamente al “morto orale”. Dall’altro lato\, rispecchia la travagliata genesi letteraria dell’opera: composta nel 1913 con il titolo Il più lungo giorno\, sarà riscritta e stampata l’anno successivo\, in seguito alla perdita del manoscritto originale (che sarà recuperato solo nel 1971). Ristampata nuovamente nel 1928 senza il consenso dell’autore con notevoli variazioni\, vedrà una nuova edizione nel 1941 più fedele alla prima stesura. \nDino Campana morirà in manicomio a Firenze nel 1932. La sua fortuna come poeta e il suo apprezzamento tra i grandi della poesia del Novecento è legato indissolubilmente al lavoro e alla ricerca di Carmelo Bene.
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SUMMARY:Cie Les 3 Plumes con I Musicanti di San Crispino
DESCRIPTION:Concerto di danza e musica presso Piazza della Libertà e Piazza del Popolo. \nA cura di Cie les 3 Plumes e I Musicanti di San Crispino\nCoreografia: Marco Augusto Chenevier\nInterpreti: Marco Augusto Chenevier\, Alessia Pinto\, Marta Capaccioli\, Musicanti di San Crispino \nLa Compagnie les 3 Plumes dialoga con I Musicanti di San Crispino\, la gloriosa band modiglianese che\, fra ottoni\, legni\, tamburi e un liuto conta un totale di 16 elementi\, tutti in tradizionale canotta e fazzoletto a quattro nodi. \nDue mondi apparentemente lontani ma sorprendentemente vicini nell’anima e nella voglia di coinvolgere il pubblico ed esprimere le parti di sé più vere e giocose. \nL’evento è tutto una sorpresa e sarà unico nel suo genere. \nFoto di Petru Cojocaru Ziua
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DESCRIPTION:Pratiche itineranti di Unisono aperte alla cittadinanza – pratiche di movimento – partenza da Parco Tassinari (via Cavour) e arrivo in Piazza del Popolo.\n \nCondotto da Silvia Gribaudi\, Laura Moro\, Franca Zagatti \nOrganizzazione WAM! Festival dal progetto Anziano sarai tu! \nCoordinamento pratiche Silvia Gribaudi \n  \nPratiche di unisono in città – azioni sparse tra natura\, centro storico e parchi \nEssere spazio con Laura Moro \nIl corpo di ballo con Silvia Gribaudi \nLo stormo con Franca Zagatti \nLe tre pratiche saranno connesse tra loro grazie alla guida di Silvia Gribaudi che condurrà il gruppo da uno spazio all’altro della città. Il tema è l’UNISONO. \n  \nCosa vuol dire oggi essere corpo e comunità? \nCome essere all’unisono dentro un’azione spontanea? \nCome stare all’unisono in un gruppo fatto di individualità differenti per età\, fisicità\, ritmi ed energie? \nCome i corpi si relazionano ai luoghi? \nCi si può capire anche a distanza? In che modo? \n  \nVi aspettiamo per danzare insieme! \nLe pratiche sono aperte dai 14 ai 90 anni portare abbigliamento adatto all’attività fisica. \nI laboratori sono gratuiti previa registrazione scrivendo a: prenotazioniwamfestival@gmail.com \n  \nUNISON \nUNISON ha origine dal progetto Anziano sarai TU!\, nato nel 2021 in collaborazione con la città di Faenza e le artiste Silvia Gribaudi\, Laura Moro e Franca Zagatti per rispondere ai tempi sospesi e ai distanziamenti obbligati degli ultimi anni. Inizialmente pensato in particolare per gli over 60\, si apre ora anche ad altre fasce di età (dai 14 ai 90 anni) per sperimentare con loro nuove modalità di socialità\, dialogo e incontro attraverso un percorso performativo collettivo.
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SUMMARY:Un solo respiro parte 3
DESCRIPTION:Prove aperte con Musicanti di San Crispino presso Piazza San Francesco\, Piazza della Libertà e Piazza del Popolo. \n \nA cura di Cie les 3 Plumes\nCoreografia: Marco Augusto Chenevier\nInterpreti: Marco Augusto Chenevier\, Alessia Pinto\, Marta Capaccioli\, Musicanti di San Crispino\nProduzione: Cie Les 3 Plumes con il sostegno della Regione Autonoma Valle d’Aosta\nSostegno in residenza: Teatro Akropolis di Genova\, CapoTrave/Kilowatt Centro di residenza della Toscana\, Zut! Umbria Factory Festival\, Teatrul Maghiar de Stat Csiky Gergely di Timisoara (Romania)\, Wam Festival Faenza. \nIn questa lunga ricerca\, iniziata nell’estate dopo la pandemia\, abbiamo voluto riappropriarci dello spazio e delle relazioni. \nAbbiamo così iniziato un viaggio che ci sta portando in diverse città\, paesi e ambienti naturali. \nVogliamo ripensare anche la forma dello spettacolo\, trasformandolo in una passeggiata fisica\, durante la quale possiamo riappropriarci delle nostre pratiche\, scevri da ogni orpello tecnico: corpi\, spazio e tempo sono i nostri unici strumenti. \nA Faenza sarà la città ad essere il nostro terreno di gioco\, il nostro teatro. \nMa oltre allo spazio pubblico\, vogliamo ritrovare anche le relazioni incontrando gruppi eterogenei di cittadini con i quali condividere un sistema di improvvisazione semplice ed efficace\, che ci permette di improvvisare insieme dopo poche ore di laboratorio. \nLa Compagnie les 3 Plumes dialoga con I Musicanti di San Crispino\, la gloriosa band modiglianese che\, fra ottoni\, legni\, tamburi e un liuto conta un totale di 16 elementi\, tutti in tradizionale canotta e fazzoletto a quattro nodi. \nDue mondi apparentemente lontani ma sorprendentemente vicini nell’anima e nella voglia di coinvolgere il pubblico ed esprimere le parti di sé più vere e giocose. \nFoto di Petru Cojocaru Ziua
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SUMMARY:Un solo respiro parte 2
DESCRIPTION:Performance di danza presso Piazza Dante (Cavallerizza). \nA cura di Cie les 3 Plumes\nCoreografia: Marco Augusto Chenevier\nInterpreti: Marco Augusto Chenevier\, Alessia Pinto\, Marta Capaccioli\nProduzione: Cie Les 3 Plumes con il sostegno della Regione Autonoma Valle d’Aosta\nSostegno in residenza: Teatro Akropolis di Genova\, CapoTrave/Kilowatt Centro di residenza della Toscana\, Zut! Umbria Factory Festival\, Teatrul Maghiar de Stat Csiky Gergely di Timisoara (Romania)\, Wam Festival Faenza. \nIn questa lunga ricerca\, iniziata nell’estate dopo la pandemia\, abbiamo voluto riappropriarci dello spazio e delle relazioni. \nAbbiamo così iniziato un viaggio che ci sta portando in diverse città\, paesi e ambienti naturali. \nVogliamo ripensare anche la forma dello spettacolo\, trasformandolo in una passeggiata fisica\, durante la quale possiamo riappropriarci delle nostre pratiche\, scevri da ogni orpello tecnico: corpi\, spazio e tempo sono i nostri unici strumenti. \nA Faenza sarà la città ad essere il nostro terreno di gioco\, il nostro teatro. \nMa oltre allo spazio pubblico\, vogliamo ritrovare anche le relazioni incontrando gruppi eterogenei di cittadini con i quali condividere un sistema di improvvisazione semplice ed efficace\, che ci permette di improvvisare insieme dopo poche ore di laboratorio. \nFoto di Petru Cojocaru Ziua
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SUMMARY:Progetto D.R.OP.
DESCRIPTION:Performance di danza contemporanea presso Arena Borghesi. \nDirezione artistica: Elisa Pagani\nOrganizzazione – tour manager: Camilla Vuolato\nDirettrice prove: Chiara Merolla\nInterpreti: Astrid Delombaerde\, Sara Febert\, Cecilia Franceschelli\, Gaia Latorre\, Melissa Salimbeni \nINSIDE  \nCoreografia di Lali Ayguadé\nMusiche di Julia Kent\, Mac Quayle \nNel momento in cui veniamo sopraffatti dalla paura e diventa necessaria una guida\, ci troviamo rinchiusi nell’Ego\, incapaci di arrendersi: la pièce vuole indagare i differenti pensieri e percezioni che abitano l’essere umano\, specialmente quando l’oscurità è densa e tentiamo disperatamente di ritrovare la luce nascosta che potrebbe indicarci la strada e confortarci. \nWISH  \nCoreografia di Antonello Tudisco\nMusiche di Loscil\, Appart\, Pergolesi \nUn racconto tra voce e corpo sulla figura archetipa di EROS. Una performance che riflette sui contrasti e le differenze che si generano quando le relazioni intime entrano in gioco. \nI corpi e le voci delle danzatrici creano un microcosmo di pulsioni belliche\, erotiche\, giocose\, sofisticate\, che identificano vari aspetti del concetto di EROS\, generando un’azione scenica che mette in evidenza la concretezza delle relazioni e il loro continuo mutare a seconda delle necessità. \nLA PANCIA DELLA BALENA  \nCoreografia di Elisa Pagani\nMusiche di Goldmund\, Aaron Martin & Machinefrabriek\, Gino Paoli \nLa Pancia della Balena è la tappa di tanti naufragi\, il grembo in cui in maniera fisica e viscerale si realizza la nascita\, rinascita e redenzione del naufrago. \nLa performance ha il carattere di un viaggio a ritroso\, da un’immagine di gestazione fetale indietro fino all’atto violento del naufragio; i corpi simbiotici si riconoscono\, le sostanze si confondono e un liquido amniotico rallentato\, ovattato\, connesso a sé stesso\, prende il posto della terra\, in una creazione dove la ricchezza di consistenze ne definisce l’Elemento. \nLa pancia vuole essere solo uno fotogramma del naufragio\, a metà di esso\, dove la tempesta si azzittisce e viene concessa l’opportunità di dilatare il tempo e restringere lo spazio. \nIl naufrago come un Pinocchio\, “bambino” mai concepito e quindi mai partorito\, ha l’esigenza di tornare nel ventre di un mammifero per ritrovare il legame con il proprio posto nel mondo\, compiere l’espiazione e la propria redenzione\, per poter nascere finalmente in carne e ossa.
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DESCRIPTION:Performance di danza presso Palestra Ex Scuole Cova. \nEsercizi per la rimodulazione dei legami a cura del gruppo Le Pratiche del Corpo. \nCon Anna Clara Conti\, Silvia Lippi\, Kate Pilbeam\, Lisa Silvagni\, Ilaria Stefani\, Eleonora Vacca\, Tatiana Zapata. \nIn Nubivago\, il gruppo di ricerca e composizione coreografica “Le Pratiche del Corpo” sperimenta una serie di esercizi che comportano una rimodulazione continua dello stato di presenza e dello stato di relazione: cellulare e sottile\, con l’intero gruppo\, oppure più profonda e interiore con la propria struttura\, oppure vacua\, con le correnti di movimento che attraversano il campo. \nLe danzatrici attraversano una struttura compositiva precisa\, che ha come bordone di base una coscienza costante dello stato del gruppo\, che fornisce l’ancoraggio necessario per immergersi in una ricerca fluida e iper-ricettiva.
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LOCATION:Ex Scuole Cova\, Via Cavour\, 7\, Faenza\, Ra\, 48018\, Italia
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SUMMARY:Un solo respiro parte 1
DESCRIPTION:Laboratorio di movimento aperto alla cittadinanza\, presso Parco San Francesco. \n \nA cura di Cie les 3 Plumes\nCoreografia: Marco Augusto Chenevier\nInterpreti: Marco Augusto Chenevier\, Alessia Pinto\, Marta Capaccioli\nProduzione: Cie Les 3 Plumes con il sostegno della Regione Autonoma Valle d’Aosta\nSostegno in residenza: Teatro Akropolis di Genova\, CapoTrave/Kilowatt Centro di residenza della Toscana\, Zut! Umbria Factory Festival\, Teatrul Maghiar de Stat Csiky Gergely di Timisoara (Romania)\, Wam Festival Faenza. \nIn questa lunga ricerca\, iniziata nell’estate dopo la pandemia\, abbiamo voluto riappropriarci dello spazio e delle relazioni. \nAbbiamo così iniziato un viaggio che ci sta portando in diverse città\, paesi e ambienti naturali. \nVogliamo ripensare anche la forma dello spettacolo\, trasformandolo in una passeggiata fisica\, durante la quale possiamo riappropriarci delle nostre pratiche\, scevri da ogni orpello tecnico: corpi\, spazio e tempo sono i nostri unici strumenti. \nA Faenza sarà la città ad essere il nostro terreno di gioco\, il nostro teatro. \nMa oltre allo spazio pubblico\, vogliamo ritrovare anche le relazioni incontrando gruppi eterogenei di cittadini con i quali condividere un sistema di improvvisazione semplice ed efficace\, che ci permette di improvvisare insieme dopo poche ore di laboratorio. \nIL LABORATORIO \nÈ il nostro modo per poter entrare in contatto con dei potenziali altri coreuti\, che abbiano il desiderio di apprendere il sistema di improvvisazione e praticare gli strumenti di creazione di movimento. \nTali strumenti hanno la caratteristica di essere accessibili a tutti i livelli\, spingendo\, o meno\, il virtuosismo del movimento secondo le proprie possibilità\, e di mettere in valore le competenze e le diverse abilità di ciascuno. \nQuesto ci permette di poter entrare facilmente in relazione con dei professionisti\, ma permette anche di includere i bambini e gli amatori\, e di coinvolgere artisti di altre discipline\, come a Faenza saranno i Musicanti di San Crispino. \nÈ immaginabile anche il coinvolgimento di persone diversamente abili. \nEsploreremo le relazioni tra i danzatori\, lavorando sullo spazio\, il tempo ed i livelli. \nIl sistema improvvisativo ha la caratteristica di creare una forte unità anche in spazi molto ampi. \nLa semplicità della relazione\, facilmente comprensibile per gli osservatori\, permette di tracciare invisibili connessioni anche tra persone molto distanti e di concentrare l’attenzione sulle sfumature e le qualità di tali connessioni. \nI meccanismi di contaminazione saranno il frutto di un lavoro di mimesi\, che però verrà subito tradotta cercando contrasti nel ritmo\, nel tempo e nelle qualità timbriche. \nIl gruppo\, allenato a giocare con strumenti comuni di creazione di movimento\, potrà scegliere come far risuonare in maniera corale\, e allo stesso tempo differenziata\, la proposta del leader; la proposta sarà così trasformata in una proposta del coro\, arricchita di sfumature e dettagli. \nCome uno stormo di uccelli. \nFoto di Petru Cojocaru Ziua \nI laboratori sono gratuiti previa registrazione scrivendo a: prenotazioniwamfestival@gmail.com
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DESCRIPTION:Performance di danza contemporanea presso Centro Commerciale Le Maioliche. \nIn collaborazione con Compagnia Iris \n  \nInterpreti: Anna Clara Conti e Kate Pilbeam/Pilbeam Dance \nCornici di tempo sospeso. \nDa una prospettiva diversa. \nTutto può accadere. \nSenza spazio. \nDentro o fuori? \nSopra o sotto? \nNello spazio \nIn questo tempo delle presenze \nAbitano
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LOCATION:Centro Commerciale “Le Maioliche”\, Via Bisaura\, 1/3\, Faenza\, Ra\, 48018\, Italia
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DESCRIPTION:Pratiche di Unisono aperte alla cittadinanza – pratiche di movimento\, presso Parco San Francesco. \nCon Silvia Gribaudi su IL CORPO DI BALLO \nOrganizzazione WAM! Festival dal progetto Anziano sarai tu! \n  \nLa mattina del 23 luglio inizia la prima esperienza su PRATICHE DI UNISONO IN CITTA’ con Silvia Gribaudi. \nUn progetto che continuerà il 24 luglio alle ore 18 insieme a Silvia Gribaudi\, Franca Zagatti e Laura Moro. \n  \nIn questo laboratorio si affronta con ironia e vitalità il gioco di creare un CORPO DI BALLO\, ma con l’accezione di CORPO COMUNITARIO. \nNormalmente\, il corpo di ballo si muove all’unisono e sincronizzato\, ma in questo laboratorio valorizzeremo il corpo e sue molteplici diversità\, esaltando la bellezza dei contrasti pur all’interno di un corpo collettivo. \n  \nCosa vuol dire oggi essere corpo e comunità? \nCome essere all’unisono dentro un’azione spontanea? \nCome stare all’unisono in un gruppo fatto di individualità differenti per età\, fisicità\, ritmi ed energie? \nCome i corpi si relazionano ai luoghi? \nCi si può capire anche a distanza? In che modo? \n  \nVi aspettiamo per danzare insieme! \nLe pratiche sono aperte dai 14 ai 90 anni portare abbigliamento adatto all’attività fisica. \nI laboratori sono gratuiti previa registrazione scrivendo a: prenotazioniwamfestival@gmail.com \n  \nUNISON \nUNISON ha origine dal progetto Anziano sarai TU!\, nato nel 2021 in collaborazione con la città di Faenza e le artiste Silvia Gribaudi\, Laura Moro e Franca Zagatti per rispondere ai tempi sospesi e ai distanziamenti obbligati degli ultimi anni. Inizialmente pensato in particolare per gli over 60\, si apre ora anche ad altre fasce di età (dai 14 ai 90 anni) per sperimentare con loro nuove modalità di socialità\, dialogo e incontro attraverso un percorso performativo collettivo.
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DESCRIPTION:Installazione sonora – I Canti Orfici di Dino Campana secondo Carmelo Bene\, presso Chiesa di Santa Maria dell’Angelo. \n \nVent’anni senza Bene è un’installazione sonora dedicata a Carmelo Bene a vent’anni esatti dalla scomparsa. \nUn omaggio ad uno dei più grandi uomini di teatro e\, al tempo stesso\, a Dino Campana\, il poeta di Marradi\, che ha immortalato Faenza in tante sue liriche. \nL’opera di Carmelo Bene e Dino Campana\, edita da Bompiani nel 1999\, è riproposta al pubblico in un’accurata selezione grazie ad una fruizione inedita: seduto nel buio totale\, lo spettatore ascolta la voce di Bene cantare le liriche di Campana. \nL’utilizzo di quattro diffusori sonori garantisce un ascolto totalizzante e avvolgente\, capace di esaltare la dimensione onirica e visionaria della poesia di Campana e la qualità sonora e musicale della voce di Bene. \nUn’installazione-concerto per voce sola\, minimale e suggestiva\, scarna e potente\, che prende a prestito le sperimentazioni beniane sulla phoné per proporre allo spettatore un viaggio dentro i versi di Dino Campana nel suo farsi e disfarsi oralità pura. \nPrenotazione consigliata scrivendo a prenotazioniwamfestival@gmail.com \n  \nI Canti Orfici \nI Canti Orfici di Dino Campana rappresentano per Carmelo Bene una partitura ideale su cui ha cimentato la propria ricerca sulla phoné nell’arco di oltre vent’anni. \nLa scoperta di Campana risale agli inizi degli anni Sessanta\, ma è solo nel 1982 che Bene realizza il primo spettacolo in forma di concerto dei Canti Orfici: da quel momento\, numerose saranno le riprese del capolavoro di Campana fra teatro\, radio e televisione sino alla pubblicazione del libro Carmelo Bene – Dino Campana I Canti Orfici\, edito da Bompiani nel 1999. \nL’insistenza di Carmelo Bene per le varianti intorno all’opera di Dino Campana riflette da un lato l’esigenza critica e poetica di attingere alla poesia nel suo farsi\, sottraendola definitivamente al “morto orale”. Dall’altro lato\, rispecchia la travagliata genesi letteraria dell’opera: composta nel 1913 con il titolo Il più lungo giorno\, sarà riscritta e stampata l’anno successivo\, in seguito alla perdita del manoscritto originale (che sarà recuperato solo nel 1971). Ristampata nuovamente nel 1928 senza il consenso dell’autore con notevoli variazioni\, vedrà una nuova edizione nel 1941 più fedele alla prima stesura. \nDino Campana morirà in manicomio a Firenze nel 1932. La sua fortuna come poeta e il suo apprezzamento tra i grandi della poesia del Novecento è legato indissolubilmente al lavoro e alla ricerca di Carmelo Bene.
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DESCRIPTION:Installazione sonora – I Canti Orfici di Dino Campana secondo Carmelo Bene\, presso Chiesa di Santa Maria dell’Angelo. \n \nVent’anni senza Bene è un’installazione sonora dedicata a Carmelo Bene a vent’anni esatti dalla scomparsa. \nUn omaggio ad uno dei più grandi uomini di teatro e\, al tempo stesso\, a Dino Campana\, il poeta di Marradi\, che ha immortalato Faenza in tante sue liriche. \nL’opera di Carmelo Bene e Dino Campana\, edita da Bompiani nel 1999\, è riproposta al pubblico in un’accurata selezione grazie ad una fruizione inedita: seduto nel buio totale\, lo spettatore ascolta la voce di Bene cantare le liriche di Campana. \nL’utilizzo di quattro diffusori sonori garantisce un ascolto totalizzante e avvolgente\, capace di esaltare la dimensione onirica e visionaria della poesia di Campana e la qualità sonora e musicale della voce di Bene. \nUn’installazione-concerto per voce sola\, minimale e suggestiva\, scarna e potente\, che prende a prestito le sperimentazioni beniane sulla phoné per proporre allo spettatore un viaggio dentro i versi di Dino Campana nel suo farsi e disfarsi oralità pura. \nPrenotazione consigliata scrivendo a prenotazioniwamfestival@gmail.com \n  \nI Canti Orfici \nI Canti Orfici di Dino Campana rappresentano per Carmelo Bene una partitura ideale su cui ha cimentato la propria ricerca sulla phoné nell’arco di oltre vent’anni. \nLa scoperta di Campana risale agli inizi degli anni Sessanta\, ma è solo nel 1982 che Bene realizza il primo spettacolo in forma di concerto dei Canti Orfici: da quel momento\, numerose saranno le riprese del capolavoro di Campana fra teatro\, radio e televisione sino alla pubblicazione del libro Carmelo Bene – Dino Campana I Canti Orfici\, edito da Bompiani nel 1999. \nL’insistenza di Carmelo Bene per le varianti intorno all’opera di Dino Campana riflette da un lato l’esigenza critica e poetica di attingere alla poesia nel suo farsi\, sottraendola definitivamente al “morto orale”. Dall’altro lato\, rispecchia la travagliata genesi letteraria dell’opera: composta nel 1913 con il titolo Il più lungo giorno\, sarà riscritta e stampata l’anno successivo\, in seguito alla perdita del manoscritto originale (che sarà recuperato solo nel 1971). Ristampata nuovamente nel 1928 senza il consenso dell’autore con notevoli variazioni\, vedrà una nuova edizione nel 1941 più fedele alla prima stesura. \nDino Campana morirà in manicomio a Firenze nel 1932. La sua fortuna come poeta e il suo apprezzamento tra i grandi della poesia del Novecento è legato indissolubilmente al lavoro e alla ricerca di Carmelo Bene.
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SUMMARY:Un solo respiro
DESCRIPTION:Laboratorio di movimento aperto alla cittadinanza presso Arena Cinema Europa. \nA cura di Cie les 3 Plumes\nCoreografia: Marco Augusto Chenevier\nInterpreti: Marco Augusto Chenevier\, Alessia Pinto\, Marta Capaccioli\nProduzione: Cie Les 3 Plumes con il sostegno della Regione Autonoma Valle d’Aosta\nSostegno in residenza: Teatro Akropolis di Genova\, CapoTrave/Kilowatt Centro di residenza della Toscana\, Zut! Umbria Factory Festival\, Teatrul Maghiar de Stat Csiky Gergely di Timisoara (Romania)\, Wam Festival Faenza. \nIn questa lunga ricerca\, iniziata nell’estate dopo la pandemia\, abbiamo voluto riappropriarci dello spazio e delle relazioni. \nAbbiamo così iniziato un viaggio che ci sta portando in diverse città\, paesi e ambienti naturali. \nVogliamo ripensare anche la forma dello spettacolo\, trasformandolo in una passeggiata fisica\, durante la quale possiamo riappropriarci delle nostre pratiche\, scevri da ogni orpello tecnico: corpi\, spazio e tempo sono i nostri unici strumenti. \nA Faenza sarà la città ad essere il nostro terreno di gioco\, il nostro teatro. \nMa oltre allo spazio pubblico\, vogliamo ritrovare anche le relazioni incontrando gruppi eterogenei di cittadini con i quali condividere un sistema di improvvisazione semplice ed efficace\, che ci permette di improvvisare insieme dopo poche ore di laboratorio. \nIL LABORATORIO \nÈ il nostro modo per poter entrare in contatto con dei potenziali altri coreuti\, che abbiano il desiderio di apprendere il sistema di improvvisazione e praticare gli strumenti di creazione di movimento. \nTali strumenti hanno la caratteristica di essere accessibili a tutti i livelli\, spingendo\, o meno\, il virtuosismo del movimento secondo le proprie possibilità\, e di mettere in valore le competenze e le diverse abilità di ciascuno. \nQuesto ci permette di poter entrare facilmente in relazione con dei professionisti\, ma permette anche di includere i bambini e gli amatori\, e di coinvolgere artisti di altre discipline\, come a Faenza saranno i Musicanti di San Crispino. \nÈ immaginabile anche il coinvolgimento di persone diversamente abili. \nEsploreremo le relazioni tra i danzatori\, lavorando sullo spazio\, il tempo ed i livelli. \nIl sistema improvvisativo ha la caratteristica di creare una forte unità anche in spazi molto ampi. \nLa semplicità della relazione\, facilmente comprensibile per gli osservatori\, permette di tracciare invisibili connessioni anche tra persone molto distanti e di concentrare l’attenzione sulle sfumature e le qualità di tali connessioni. \nI meccanismi di contaminazione saranno il frutto di un lavoro di mimesi\, che però verrà subito tradotta cercando contrasti nel ritmo\, nel tempo e nelle qualità timbriche. \nIl gruppo\, allenato a giocare con strumenti comuni di creazione di movimento\, potrà scegliere come far risuonare in maniera corale\, e allo stesso tempo differenziata\, la proposta del leader; la proposta sarà così trasformata in una proposta del coro\, arricchita di sfumature e dettagli. \nCome uno stormo di uccelli. \nFoto di Petru Cojocaru Ziua \nI laboratori sono gratuiti previa registrazione scrivendo a: prenotazioniwamfestival@gmail.com
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LOCATION:Arena Cinema Europa\, Corso Europa\, 79\, Faenza\, Ra\, 48018\, Italia
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DESCRIPTION:Performance di danza contemporanea presso Centro Commerciale Le Maioliche. \nIn collaborazione con Compagnia Iris \n  \nInterpreti: Anna Clara Conti e Kate Pilbeam/Pilbeam Dance \nCornici di tempo sospeso. \nDa una prospettiva diversa. \nTutto può accadere. \nSenza spazio. \nDentro o fuori? \nSopra o sotto? \nNello spazio \nIn questo tempo delle presenze \nAbitano
URL:https://www.wamfestival.com/event/windows/
LOCATION:Centro Commerciale “Le Maioliche”\, Via Bisaura\, 1/3\, Faenza\, Ra\, 48018\, Italia
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