Poesia

Aria pubblica

Laura Redaelli

Laura Redaelli

Dopo aver partecipato agli spettacoli del Teatro delle Albe Salmagundi e LEBEN, drammaturgie di Marco Martinelli, e Sterminio (2006) di Werner Schwab, nel 2007 entra a far parte permanentemente della compagnia. È in scena in diversi lavori della compagnia scritti e diretti da Ermanna Montanari e Marco Martinelli. Nel 2003 inizia un percorso di ricerca sulla musica e sul canto come possibilità di trasformare un’inclinazione in una modalità di lavoro scenico, studiando con i maestri Luciano Titi, Giulia Dal Maso, Cinzia Di Nuzzo, Elena Sartori, Matteo Unich. È guida nei laboratori non-scuola e in Eresia della felicità.

www.teatrodellealbe.com


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Aria pubblica

Nel 2007 è nato a Ravenna, su invenzione di Ermanna Montanari, un laboratorio permanente, un singolare spazio di creazione che dura a tutt’oggi. Il luogo è il Teatro Rasi, ma i tempi non sono mai a scadenze definite: ci si ritrova insieme, attrici delle Albe e adolescenti, a lavorare prevalentemente di notte, quando il Rasi diventa uno spazio libero dalle multiformi occupazioni del giorno, avvolto nel silenzio. Non ci sono mai state preoccupazioni produttive: guidate da Ermanna a indagare la possibilità del dire, a scandagliare la propria voce, ci siamo confrontate con testi poetici e brani musicali, scarti e sussulti del corpo in scena, con Lorenzo Donati a fare da “spia” critica, osservatore prezioso di un’esperienza giocata sull’assenza di pressione, sul bisogno di intimità. E’ all’interno di questo percorso che Ermanna mi ha invitato alla creazione di una “miniatura” vocale: insieme ci siamo misurate su diverse ipotesi, per arrivare infine a ARIA PUBBLICA di Patrizia Cavalli. A quel punto ci è parso necessario chiamare anche Marco Martinelli a lavorare con noi, per un filo sottile che lega le “ragazze in valigia” di LEBEN a tutte le creature che “non hanno preso aria”, che rivendicano il diritto “all’aria pubblica”, all’aria che è di tutti. Ne è nato quindi questo “corto” teatrale, un esercizio in cui i versi della Cavalli rappresentano la testimonianza viva di ciò che ogni giorno viene violentato, cancellato, rimosso, in nome di una presunta modernità che si trasforma (quasi sempre) in squallido abbandono. La figura poetica è lo specchio di una carne che anela al respiro, a quella allegrezza giocosa che le Albe avevano già incontrato nei versi di chi è stata maestra della Cavalli, la scrittrice dei Felici Pochi e degli Infelici Molti, Elsa Morante.

Laura Redaelli
Ravenna, giugno 2009

Teatro delle Albe

sabato
30 settembre

ore 20.30 | Corso Mazzini 69

Crediti

Laura Redaelli
in collaborazione con il Mei

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